How to become a Photographer p.I

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vere una passione, è forse l’essenza della vita. Almeno della mia, senza mi sentirei persa. Ma quando di quella passione si decide di farne un lavoro, ci sono diverse cose da considerare. Le lacune ad esempio. Personalmente quando ho fatto questo passo in avanti, infatti, mi sono resa conto che sì, avevo magari occhio, ma poca, pochissima tecnica.

La tecnica si impara, come in ogni ambito, studiando. E’ importante avere il pieno controllo della propria macchina per realizzare lo scatto finale e soprattutto, a mio avviso, avere una cultura di chi ha segnato la storia in quel determinato ambito.

Nonostante i periodi di sconforto, ho sempre ritenuto d’essere una ragazza fortunata come pochi. Sapevo cosa volessi fare da grande, e l’ho fatto. Finito il liceo, infatti ho semplicemente seguito “lì dove mi portava il cuore” e mi sono ritrovata all’ILAS. Una scuola di comunicazione con sede a Napoli, dove ho avuto modo di studiare, conoscere una città che porterò nel cuore come tante persone e diplomarmi in fotografia e grafica pubblicitaria.

In seguito, in molti mi hanno chiesto della mia esperienza presso questa scuola e del mio percorso formativo. Io, d’altro canto, sono sempre stata molto sincera perché avrei voluto che mi dicessero le stesse parole qualche anno prima.

Nel mio percorso “scolastico” ho imparato tante cose, di altre già ne ero a conoscenza e altre ancora le ho rivalutate ed approfondite. Ho imparato in particolare a colmare lì dove la passione non poteva arrivare da sola, la tecnica. Ho imparato che la fotografia non è bella solo perché trasmette qualcosa ma perché dietro, dovrebbe, celare un’amornia di  valori, di numeri e di scelte. Ho imparato un gergo e conosciuto i grandi maestri della Fotografia leggendo e sfogliando libri, dopo libri. Ma ho capito anche, e soprattutto, che la fotografia, come qualunque altra disciplina, è qualcosa che devi sentire scorrere nelle vene, non puoi improvvisare. Che, fatte proprie le tecniche, ognuno di noi avrà una visione diversa dello stesso oggetto, dello stesso panorama, della stessa persona ed è questo che ci renderà unici e padroni di quegli attimi. E che sì, il miglior modo per essere veramente fotografi sarà scattare per noi stessi, non per gli altri. Un po’ come la vita no? Siamo chi siamo per piacere al nostro Io, non per compiacere i desideri del prossimo. E se vi diranno che le vostre fotografie non sono abbastanza, non credetegli. Non saranno mai imperfette quando ai nostri occhi trasmetteranno un sentimento vivo e intenso.

Non ho mai scattato per emozionare ma per liberarmi. Liberarmi dalle insicurezze, dalle preoccupazioni e dalla paura di non essere abbastanza. Ho fotografato per conoscermi e mostrare a me stessa chi fossi. Per guardarmi, dentro, nel profondo. Ho scattato, sempre e comunque, per sentirmi viva, veramente viva.

La fotografia è mettere sullo stesso piano occhi, cuore e mente…. un’immagine sa parlare alle nostre emozioni come nessun altro mezzo.

(Henri Cartier Bresson)

Di seguito vi allego gli scatti del mio ultimo progetto all’Ilas:

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